Traslocare: perché affidarsi ai professionisti

Non capita tutti i giorni, almeno comunemente, di dover traslocare; e proprio per questo, quando arriva il momento di farlo, difficilmente disponiamo delle giuste competenze per valutare ogni aspetto della questione, e rischiamo di commettere qualche serio errore di pianificazione. Spesso, di fronte ai primi preventivi, la tentazione di noleggiare un furgone, reclutare un po’ di amici e parenti, e fare da sé si fa decisamente forte. Ma consideriamo attentamente la situazione, prima di cedere a quella tentazione…

Certo: se si tratta di un ragazzo di vent’anni che deve spostare le sue poche cose per andare a vivere nel suo primo monolocale, la questione ha un aspetto preciso. Non ci sarà nulla di troppo voluminoso, gli amici saranno felici di dare una mano (e poi mangiare tutti insieme una pizza seduti a terra nel nuovo piccolo regno del loro amico) e la distanza sarà probabilmente ridotta. Una scena idilliaca: ma purtroppo, per ogni trasloco di pochi chilometri e dieci scatoloni, abbiamo decine di traslochi nazionali, che coinvolgono spostamenti di centinaia di chilometri, con camion carichi di scatoloni e di mobili smontati, e logistiche da organizzare che è ben difficile gestire in maniera amatoriale.

Costa affidarsi ad un’impresa di traslochi professionale? Certo: è innegabile. Ed è comprensibile che, in un momento come quello di un trasloco dove sicuramente ci sono già molte spese in corso, si cerchi di risparmiare. Ma consideriamo che basta che, durante un trasporto malfatto, vi si rompano un televisore (facilissimo, specialmente con i modelli sottili di oggi) e un paio di mobili, magari d’epoca, perché tutto il risparmio svanisca – e lasci il posto alla rabbia di essersi improvvisati traslocatori. Rivolgiamoci a più imprese, esigiamo preventivi, e assolutamente scegliamo il miglior rapporto qualità-prezzo; ma non dimentichiamo che c’è un valore nella professionalità!

Fatturazione elettronica

La fattura elettronica è un documento informatico il cui contenuto, immutabile e non alterabile nel tempo, è del tutto equivalente alla versione cartacea dello stesso.

Una fattura elettronica deve essere annotata in registri dedicati; la normativa vigente è rappresentata dall’articolo 12 comma 2 del D.P.R. 633/72 integrato da D. Lgs. 52/2004

Per quanto attiene alle caratteristiche, senz’altro la più importante è la data certa. In particolare, per quanto riguarda la fattura elettronica, la data qualificante è quella di formazione della fattura e non quella di emissione. Vale a dire, con riferimento ad una normale fattura cartacea, che la data qualificante è quella in cui viene stampata e non quella riportata sulla fattura stessa (a differenza di quanto avviene per le versioni appunto cartacee o stampate che dir si voglia.

La firma digitale in questo caso è richiesta per apporre una data certa con validità di marcatura temporale.

Oggi la prassi è in realtà quella di trasmettere fatture elettronicamente composte ma che vengono stampate sia dal mittente che dal destinatario.

In altre parole, chi emette la fattura la scrive magari in word o con un altro programma di elaborazione di testi, dopodiche la invia per posta elettronica al destinatario. Questi, una volta ricevuto il messaggio, provvederà a stamparlo su carta e ad archiviarlo in questo formato, e lo stesso farà il mittente.

Qualora si volesse effettuare un processo di archiviazione sostitutiva, allora scatterebbero tutte le solite considerazioni del merito. In particolare, la firma digitale del documento, che non è la scansione della firma autografa ma un’apposita marcatura digitale che viene apposta sul documento stesso e che ne garantisce la conformità all’originale (in caso di archiviazione ottica), e anche un’identità certa di chi ne abbia materialmente eseguito l’archiviazione.

Una serie di adempimenti che a tutt’oggi rendono molto rara l’archiviazione documentale sostitutiva, quantomeno da parte della piccole e media impresa e dei liberi professionisti.

Fanno eccezione poche aziende di grandi dimensioni e le pubbliche amministrazioni che hanno i mezzi per sostenere tutto il complesso processo che rende possibile l’eliminazione del documento originale.

Disinfestazione piccioni: malattie e posizioni animaliste

Stormi di piccioni si annidano su grondaie e in ogni angolo dei palazzi (specialmente di quelli più antichi) in tutte le città.

Sulla disinfestazione piccioni ci sono due posizioni diverse.
Da un lato, ci sono gli animalisti, contro la disinfestazione piccioni. Essi ritengono che l’animale sia del tutto innocuo e che non crei danni di nessun tipo, ritenendo la sua presenza nelle città del tutto non problematica. Ma è davvero cosi?
Infatti, solitamente, il piccione è l’animale molesto urbano per eccellenza e desta preoccupazioni come veicolo di trasmissione di malattie infettive.

Sporca, imbratta, rovina ed è rumoroso. È il piccione, la specie più comune di volatili molesti che si insedia nelle aree urbane, nei centri storici e rovina manufatti pubblici e privati. Perché quindi non compiere una disinfestazione piccioni? A volte, soprattutto nei casi di sovraffollamento, sembra l’unica soluzione plausibile.
Soprattutto, poi, se vengono presi in considerazione i rischi che si corrono nel vivere a stretto contatto con i volatili.

Coloro che sono contrari alla disinfestazione piccioni o persino al loro allontanamento devono sapere che il piccione è portatore di circa 60 malattie, alcune delle quali mortali, contagiose per l’uomo e per gli animali domestici, i cui agenti patogeni vengono trovati nei loro escrementi.
Citiamo solo alcune tra le più comuni e pericolose: Salmonellosi, Criptococcosi, Istoplasmosi, Ornitosi, Aspergillosi, Candidosi, Clamidosi, Coccidiosi, Encefalite, Tubercolosi, ecc.
Gli agenti patogeni di queste malattie vengono trovati negli escrementi dei piccioni. Non è necessario il contatto diretto: il vento, gli aspiratori, i ventilatori possono trasportare la polvere infetta delle deiezioni secche negli appartamenti, nei ristoranti, negli uffici, negli ospedali, nelle scuole, ecc., contaminando gli alimenti, gli utensili da cucina, la biancheria, ed innescando i processi infettivi.

Associata alle colonie di volatili, c’è sempre la presenza dei loro ectoparassiti, in particolare pulci, cimici, zecche (zecca molle del piccione – argas reflexus -) ed acari, che spesso causano forti infestazioni all’interno di edifici ove sono posti i nidi, soprattutto all’interno dei sottotetti. Solai lordati dai loro escrementi, guano e carcasse contaminano pericolosamente l’ambiente.
Questa è una fonte di seri problemi igienico-sanitari, essendo questi insetti a loro volta vettori di gravi malattie infettive ed anche potenziali parassiti dell’uomo.

Quindi, la disinfestazione piccioni sembra essere la posizione più plausibile.
Anche se gli animalisti, di fronte a tali affermazioni, rispondo con sicurezza che per evitare rischio di contagio di malattie basta compiere l’allontanamento dei volatili dalla città invece che la disinfestazione piccioni vera e propria. Che sia questa la soluzione che tenga contenti tutti?

Idea per attività

Un’idea commerciale di un certo fascino per aprire una nuova attività, almeno fino a qualche tempo fa, era quella di aprire un negozio di abbigliamento.

Oggi, con la crisi economica sempre più grave e la conseguente ridotta capacità di acquisto del pubblico, è invece diventata un’attività per la cui apertura sono consigliabili molti e molti ripensamenti prima di imbarcarvisi.

Un negozio di abbigliamento necessita una notevole professionalità nella gestione, una certa esperienza ed una grande competenza nel campo della moda in genere. Vale a dire che è molto importante non improvvisarsi in questo genere di attività.

Le incombenze burocratiche ed amministrative non presentano difficoltà particolari, oltre alla classica dichiarazione di inizio attività ed al nulla osta della ASL. E’ comunque sempre buona norma rivolgersi al comune di competenza per un elenco completo degli adempimenti necessari e per avere una solida base di partenza mentre, dal punto di vista fiscale, il consiglio è, ovviamente, quello di iniziare da subito con una società a responsabilità limitata come in tutti i casi in cui avvenga una compravendita di merce.

L’investimento iniziale, è il primo problema da affrontare, dato che la cifra solitamente non è inferiore ai 150.000 euro, tra arredo, affitto e prima fornitura.

Un rischio d’impresa certamente non trascurabile quindi, che impone in primis un’analisi della concorrenza, indispensabile per comprendere quale dovrà essere il target dell’attività. In funzione di esso infatti il catalogo minimo necessario varierà in tale misura da rendere il rischio di fallimento immediato qualcosa di molto reale.

Una volta stabilito il target, occorrerà decidere il livello di qualità della merce fornita: se esclusivamente firmata, oppure solo commerciale o un misto tra le due.
E’ senz’altro opportuno ricordare che non tutte le grandi firme mettono a disposizione di chiunque il proprio campionario. Attenzione quindi alle condizioni di fornitura

Parlando di arredamento esso dovrà essere adeguatamente commisurato nella qualità e nel design alla tipologia degli articoli in vendita: grande attenzione quindi, alle condizioni di temperatura, alle luci, alle cabine di prova.

La scelta del personale infine dovrà essere compiuta con la maggior oculatezza possibile, considerato che proprio i dipendenti faranno alla fine la differenza su quanto riusciremo a vendere.

I sistemi di marcatura laser

Il raggio laser è sempre stato ammantato da un alone a metà tra il misterioso ed il miracoloso, complice la letteratura fantascientifica d’annata e anche l’aspetto dei raggi laser, così luminosi e diritti.

A tutti gli effetti però un raggio laser rimane sempre qualcosa di stupefacente: un semplice pennello di luce coerente in grado di trasportare grandi quantità di energia quasi istantaneamente (rapportando i tempi di propagazione della luce alle distanze planetarie) da un un punto qualsiasi ad un altro.

Il laser ha comunque ricevuto, praticamente da subito, la possibilità di ricevere gli onori della ribalta proprio grazie alle sue caratteristiche energetiche, che ne hanno fatto da subito il cavallo vincente del mondo industriale.

Il raggio laser viene usato soprattutto per incidere e tagliare. E questo indiversi ambienti in cui ha generato tutta una serie di nuove tecnologie tra cui quella detta di “marcatura laser”.

Fino all’avvento del laser i sistemi di marcatura erano basati su punzoni, timbri o stampi, sempre e comunque impressi ad impatto o per fusione/calore.

Con il laser tutto questo sparisce completamente, lasciando il posto ad uno dei metodi più “puliti” in assoluto, adatto praticamente a qualsiasi superficie.

Il sistema di marcatura laser è genericamente composto da tre blocchi funzionali principali: il controllore, genericamente un sistema controllo numerico dedicato, il gruppo laser vero e proprio ed il sistema di gestione del bersaglio (che può essere anche di gestione del proiettore), dedicato alla movimentazione del raggio o del bersaglio da incidere, a seconda delle situazioni.

L’identificazione mediante marcatura laser presenta diversi vantaggi, tra cui la mancanza di contatto con il bersaglio, cosa che consente di non alterare caratteristiche critiche dello stesso, come nel caso degli strumenti medicali.

Anche la mancanza di usura, dovuta alla mancanza di contatto con il bersaglio è un notevole vantaggio, soprattutto sul versante economico, mentre la possibilità di dirigere il raggio con precisione micrometrica rendono la marcatura laser indicata anche in quelle situazioni in cui venga richiesto un design anche molto sofisticato.

Sei parole chiave, e la bomboniera è scelta!

Se è arrivato il momento di scegliere le bomboniere, Roma, Firenze Milano e tutte le città d’Italia non mancano sicuramente di negozi dove girare per giorni e giorni alla ricerca della foggia e dell’idea che più ci incuriosiscono, dalle più ligie alla tradizione a quelle più particolari. Come orientarsi in un oceano di offerta così ampio? Rimaniamo ben saldi su sei concetti essenziali e non ci perderemo!

1. Notevole: Se volete essere ricordati, potete certamente fare affidamento anche solo sull’affetto che i vostri invitati hanno per voi. Ma se desiderate lasciar loro un ricordo che li colpisca di per sé, allora dovete sforzarvi un po’ di più, e cercare una bomboniera che senza essere inutilmente stravagante abbia però qualcosa di particolare, di speciale, di unico.

2. Appropriato: Se la vostra cerimonia è molto classica, non è probabilmente il caso di donare ai vostri invitati una bomboniera costituita da un piatto di legno rustico. E se, di contro, avete optato per una cerimonia e un ricevimento molto informali, che senso ha donare raffinate bomboniere in cristallo e filigrana d’argento? Siate coerenti con l’atmosfera generale della giornata.

3. Personalizzato: Pensateci bene: è la vostra bomboniera, e ha senso proprio perché vostra. I vostri invitati, anche fra vent’anni, vedendola dovranno pensare immediatamente al giorno delle vostre nozze, ricordare i vostri volti e le risate fatte assieme. Non siate anonimi! Bastano anche solamente le iniziali degli sposi e la data delle nozze per rendere la vostra bomboniera inconfondibile.

4. Interessante: Non c’è alcun dubbio che non vi sentirete mai dire dai vostri invitati che avete scelto una bomboniera comune e dozzinale; ma non significa che non possa essere così. Non fatevi trascinare troppo dalla moda, e scegliete un oggetto che sia davvero, anche in qualcosa di piccolo, particolare e curioso: il vostro dono avrà tutto un altro spessore!

5. Riutilizzabile: certo, non si gettano via le bomboniere – ma quante finiscono immediatamente nascoste in un armadio perché non si sa che farsene? È capitato a tutti. Scegliete un oggetto che sia in qualche misura utile, anche soltanto come un bicchiere decorato: sicuramente sarà maggiormente apprezzato e sentito.

6. Abbordabile: Certo, è la vostra festa, e se si può è bello non badare a spese. Ma ha senso non guardarsi neppure in giro e spendere inutilmente più del giusto? Non fermatevi al primo modello che vi piace, e non arrendetevi dopo un paio di negozi: ci sono ottimi affari che vi aspettano, se avrete la costanza di cercarli!

Milano, cucina e letteratura: la nascita del premio letterario Bagutta

Città di storie grandi ma anche di storie piccole, il capoluogo Lombardo. E di storie che s’incrociano e passano dall’uno all’altro registro, fondendo il comune e quotidiano con lo straordinario e il colto, in un rapporto di reciproco scambio che è forse una delle cifre più squisite della cultura meneghina.

E ne abbiamo un esempio in quella che poteva essere la comune storia di un ristorante a Milano, ed è invece diventata, spontaneamente, la storia del capostipite dei premi letterari Italiani: il Bagutta.

E la Bagutta era una semplicissima trattoria, con nient’altro che una fronda come insegna, quando una mattina del 1924, vi passò davanti e vi si fermò a mangiare lo scrittore Riccardo Bacchelli. Non ci è dato sapere cosa ordinò, ma possiamo dedurre che qualsiasi cosa fosse ne rimase molto soddisfatto, dato che iniziò a portarvi sempre più amici e conoscenti, fino a quando, solo due anni dopo, il Bagutta finì col diventare il raduno abituale di giornalisti, scrittori e pittori. Erano giovani, erano colti e brillanti, erano rallegrati dall’ottima cucina e dai vini della trattoria: e una sera, come uno scherzo, nacque l’idea di multare chi fra di loro avesse tardato a una riunione, o addirittura l’avesse saltata – magari per accompagnarsi ad una ragazza. Un’usanza amichevole e simpatica, che era però destinata alla grandezza: e la raggiunse una sera quando, pagando la sua multa, il giornalista Orio Vergani propose di mettere da parte quel gruzzoletto di multe per poi darlo in premio all’autore del libro che fosse piaciuto di più all’allegra combriccola. Era l’11 novembre del 1926, e da undici tasche uscirono cento lire per ciascuna: era nato il premio letterario Bagutta, il primo in Italia. Paolo Monelli, un altro giornalista, ricorda per le cronache che quella sera, “su un pezzo di carta da droghiere fu scritto il regolamento… Dei giudici” soggiunge bonario” soltanto uno era astemio.”

E così, ogni inverno (non in estate come tutti gli altri), ogni anno dal 1927 (eccezion fatta per il decennio ’37-’47) fra i tavoli del Bagutta di Milano viene consegnato l’omonimo premio letterario. Non ha la pompa, gli scenari, la risonanza mediatica di un Campiello o di uno Strega – ma d’altro canto non ne ha neppure i sospettati intrighi, i discussi esiti, o gli stanchi giudizi. È ancora vivo, ricco, e interessante – come quella sera del ’26 in cui undici uomini di cultura decisero, per gioco, di istituirlo.

Le diverse forma di autonoleggio con conducente

In Italia ne esistono poche, effettivamente, ma vi sono per contro molte aziende con sede estera che presentano un carnet di servizi estremamente ricco e diversificato.

L’autonoleggio con conducente non si limita infatti a fornire servizi di trasporto con autista, ma presenta un gran numero di varianti di cui spesso non si tiene conto.

In primis sul tipo di automezzo: soprattutto all’estero è possibile scegliere tra moltissimi modelli diversi, dalla berlina di stile di media fascia alla sportiva, dalla limousine alla Rolls e così via.

Ancora una volta, in Italia le imprese che esercitano in questo ambito hanno solitamente a disposizione un parco auto abbastanza limitato, soprattutto per gli ingenti capitali necessari all’avviamento di servizi di tipo diverso.

Poi abbiamo la diversificazione del tipo di servizio. Si va dal noleggio singolo, ovvero per il semplice prelievo e trasporto da un punto ad un altro al vero e proprio accompagnamento, con auto ed autista che seguono il cliente in un qualsiasi numero di spostamenti, anche per diversi giorni.

In altre occasioni abbiamo il trasporto notturno, qualcosa che mediamente viene messo a disposizione della clientela da discoteche, night club o locali notturni di buon livello.

Una menzione a parte meritano i servizi di autonoleggio con conducente dedicati a personaggi importanti, politici e VIPS vari.

In questo caso gli automezzi sono particolarmente attrezzati, andiamo dai pneumatici corazzati alla blindatura completa, al motore potenziato.
Stessa sorte tocca ovviamente agli autisti che, a seconda del tipo di servizio potranno essere particolarmente abili ed addestrati in stili di guida particolari, come la guida evasiva, oppure la manovra di emergenza in ambito urbano, uno dei corsi più particolari e costosi prima del rilascio del relativo patentino, un tipo di formazione che in Italia è solitamente riservato a rappresentanti delle forze dell’ordine.

I molti campi di applicazione della marcatura laser

Il laser nasce agli inizi degli anni ’60 ed entra immediatamente nella leggenda grazie all’indubbio fascino che questo genere di raggio esercita su chiunque ne veda uno ma anche e soprattutto grazie all’imponente numero di applicazioni industriali in cui può trovare utilizzo.

Per quanto riguarda gli strumenti di tipo medicale, ad esempio, la marcatura laser è particolarmente indicata per diversi fattori. Uno fra tutti il fattoche non influisce sulla struttura dell’oggetto, non alterandone quindi la conformità con gli alti standard qualitativi richiesti in questo settore.

Inoltre la marcatura laser, non producendo avvallamenti nel materiale, non va neppure ad alterarne le possibilità di sterilizzazione, ovviamente particolarmente importanti in questo settore.

In campo tessile, queste caratteristiche rendono la marcatura laser dei tessuti particolarmente gradita, grazie anche alla possibilità che la marcatura possa essere generata da un procedimento guidato da un computer, cosa che consente quindi una completa compatibilità a livello estetico della marcatura così ottenuta con il tessuto segnato.

Anche in campo elettronico la marcatura laser conosce un immediato successo, in quanto consente di marcare oggetti anche piccolissimi, grazie alle possibilità di grande focalizzazione del laser, ceh può andare a creare marcature di dimensioni anche micrometriche.

Per lo stesso motivo anche nei vari campi dedicati all’oggettistica, la marcatura laser rappresenta la soluzione ottimale in quanto consente da un lato di marcare l’oggetto in modo straordinariamente duraturo e dall’altro di farlo in modo discreto con segnature di dimensioni estremamente ridotte.

Anche in campo degli utensili, sia di precisione che industriali, la marcatura laser garantisce un tipo di segnatura resistente agli agenti, agli ambienti e all’uso, per una durata pari a quella della vita utile dell’oggetto.

Il procedimento di marcatura laser è ormai giunto ad un ottimo equilibrio prezzo prestazioni, sia che si voglia procedere in proprio a causa degli alti volumi di operazioni richieste, sia che si voglia affidare l’operazione ad aziende che svolgono queste operazioni per conto terzi.

Lavanderia a gettoni per lavare ed asciugare il bucato in pochi minuti

Negli Stati Uniti esistono da molti anni. Da noi, in Italia, stanno iniziando a diffondersi da poco tempo, ma hanno conosciuto un immediato successo.

Parliamo della lavanderia self service, dove è possibile lavare ed asciugare il bucato in pochi minuti.

Molti si preoccupano, giustamente, delle eventuali problematiche igieniche, ma in realtà si tratta di dubbi ingiustificati; i macchinari installati infatti provvedono ad una continua ed automatica disinfezione dopo ogni lavaggio, oltre ad essere sottoposti a manutenzione e controlli periodici.

La convenienza non è solo economica sull’acquisto, ovviamente, ma anche sui costi di esercizio. Una lavatrice costa come minimo qualche centinaio di euro ma, oltre a questo, consuma elettricità, acqua corrente e detersivi. Oltre ad occupare un discreto spazio che non sempre può avanzare.

Un bucato di medie proporzioni, perfettamente lavato ed asciugato (attenzione, anche questo è un fattore importante: un’asciugatrice, oltre a costare, impiega una quantità rilevante di corrente elettrica), ha un costo di pochi euro ed è pronto in pochissimo tempo.

Inoltre non vi è ingombro in casa, nessun bisogno di periodiche manutenzioni su filtri e tubi e nessun consumo ulteriore.

In molti paesi europei le lavanderie a gettone svolgono un ruolo di primaria importanza nella cura della persone da parte di coloro che non possono permettersi, ad esempio per mancanza di denaro o anche di un’abitazione sufficientemente spaziosa, di acquistare la propria lava-asciugatrice.

Benvenuto quindi a queste macchine che rappresentano un piccolo passo in più nel senso della civiltà e dei servizi.